C’è modo e modo di stare in campo, e mercoledì sera il San Cassiano ha scelto quello più lontano dai valori dello sport. Dopo le infinite pressioni e i piagnistei per evitare di giocare nel nostro campo di casa a Macellai, timore dettato, forse, dal pesante 6-1 dell’andata, la partita si è infine giocata al Divin Maestro di Alba. Il match, tuttavia, è stato trascinato su binari che con il calcio hanno ben poco a che fare.
Tra polemiche pretestuose e “scenette” inguardabili, il match è stato volutamente incattivito. Protagonisti due elementi della compagine avversaria, autori di provocazioni continue verso i nostri ragazzi e il mister, litigi urlati e sgradevoli con l’arbitro e atteggiamenti che avrebbero meritato dei provvedimenti ben più incisivi di quelli presi da un direttore di gara troppo permissivo che invece di sansionare, ha ignorato, a discapito dello sport
Lo stile non si compra
Nonostante il clima ostile, i ragazzi dello SportRoero hanno dimostrato di abitare su un altro pianeta. Educazione, sportività e un portamento impeccabile hanno risposto ai teatrini avversari: se sul tabellino il risultato sorride agli altri, sul piano della classe e della dignità non c’è stata partita. Non si può avere tutto dalla vita, e noi a parte giocare meglio a calcio, abbiamo anche molto altro.
L’analisi tecnica
C’è però da dire che la strategia del San Cassiano ha pagato: il nervosismo indotto dalle provocazioni ha purtroppo condizionato la nostra manovra. Ci siamo fatti innervosire dalle istigazioni, perdendo la lucidità necessaria.
La sfortuna ha fatto il resto:
Nel primo tempo, Enrico Cuomo ha provato a scuotere i compagni sulla fascia destra, creando alcune situazioni potenzialmente pericolose. Davanti, però, la vita è stata durissima per la nostra punta Aldo Dodani: braccato costantemente da due-tre uomini, non è riuscito a giocare i soliti palloni, le sue sponde sono mancate in fase di rifinitura, isolando troppo il nostro bomber Lorenzo Bottero, il quale nel primo tempo ha ricevuto poche palle giocabili anche dalla zona di centrocampo.
L’assenza di Daniel Pozzo in difesa si è sentita come un macigno, e due cali di concentrazione tra i pali ci sono costati i gol che hanno deciso il match.
Certo è che se il palo di Dotta avesse centrato lo specchio, parleremmo di un’altra partita, ma così è il calcio.
Solo con l’ingresso di Edoardo Bottero il centrocampo ha ritrovato qualità e filtro, dando una svolta tecnica e un’incisività mancate fino a quel momento. È proprio Edo, infatti, a prendere per mano la squadra firmando alcune azione di pregio, suo è anche il bellissimo fendente basso e teso che si trasforma in un assist al bacio per Dotta, lesto a ribadire in rete in scivolata. Tuttavia, il forcing finale non è bastato a rimediare al 2-1.
Una nota di merito va al giovane Rikardo Dodani (fratello minore di Aldo). Entrato nel secondo tempo, si è sacrificato con coraggio per colmare il vuoto difensivo lasciato da Daniel: un esordio positivo, senza timori reverenziali, né titubanze nonostante il clima teso.
Usciamo sconfitti nel punteggio, ma fieri di essere lo SportRoero. Il calcio giocato è un’altra cosa, e noi continueremo a praticarlo con lo stile e i valori che abbiamo imparato in famiglia, lasciando le carnevalate a chi non ha evidentemente fatto lo stesso percorso formativo e non ha altri mezzi per provare a vincere una partita sul campo.
Sempre in vetta: il destino è nelle nostre mani
Nonostante il boccone amaro, ci giungono voci che il verdetto degli altri campi dovrebbe sorriderci: se è vero quanto abbiamo sentito, il pareggio del Berria ci permette di restare in vetta alla classifica, proprio a pari punti con loro, mentre il San Cassiano resta dietro. Da qui alla fine non possiamo più permetterci passi falsi. È il momento di tirare fuori il cuore, la passione e l’orgoglio, senza concedere più nulla a nessuno. Siamo i primi, e abbiamo intenzione di restare li fino all’ultimo minuto dell’ultima partita.
Forza ragazzi, forza SportRoero!













