C’è un vecchio detto nel calcio: “Le partite più belle sono quelle che si vincono soffrendo”. E la sfida contro la Montatese ne è stata la prova schiacciante. Non è stata una serata per palati fini, è stata una battaglia. Una di quelle partite ostiche, dure, a tratti rudi, dove il talento da solo non basta: servono i polmoni, i denti stretti e il sacrificio di squadra.
I ragazzi del Calcio a 7 dello SportRoero hanno dimostrato di avere tutto questo. Il risultato finale di 2-1 ci regala una gioia immensa: siamo in testa alla classifica!
La Vetta è un punto di partenza, non di arrivo
Vedere lo SportRoero guardare tutti dall’alto è un orgoglio per la società e per i tifosi, ma attenzione: essere primi significa avere il mirino puntato addosso. Ora ogni avversario darà il 110% per batterci. L’entusiasmo è il nostro carburante, ma la costanza deve essere il nostro motore.
Non possiamo permetterci cali di tensione. La grinta che abbiamo visto in campo contro la Montatese non deve essere l’eccezione, ma la nostra firma. Ogni contrasto, ogni recupero difensivo, ogni scatto deve gridare la nostra voglia di restare lassù.
La Cronistoria: Una battaglia di 50 minuti
Ecco il racconto di una partita vissuta sul filo del rasoio:
Primo Tempo: Assalto allo specchio
- 4’: Inizio forte. Matteo Dotta crossa basso per Aldo Dodani, che calcia ma trova la deviazione del portiere in angolo.
- 7’-8’: Dotta è ispirato: prima dialoga con Dodani, poi con un “elastico” da applausi lascia l’avversario sul posto. La Montatese si chiude a riccio, ma la difesa e Gabriele Capriolo fanno buona guardia sulle ripartenze.
- 11’-18’: Lorenzo Bottero scalda il piede con una bomba alta, poi Enrico Cagliero ci prova su assist di Dodani, ma il portiere ospite fa gli straordinari (notturni).
- 24’: Davide Carioti lancia lungo per Dodani che si gira e lotta come un leone, ma il gol sembra stregato.
Secondo Tempo: Emozioni e carattere
- 30’-33’: Il forcing continua. Bottero ci prova su punizione e in piroetta, Dotta spara un missile da destra, ma la palla non vuole entrare.
- 39’ – VANTAGGIO!: Il muro crolla. Enrico Cagliero controlla di petto e serve Dodani: dribbling secco e palla in rete. 1-0!
- 44’ – IL PARI: La Montatese non molla e su calcio piazzato trova l’1-1. Una doccia fredda che avrebbe steso chiunque, ma non questo gruppo.
- 45’ – REAZIONE IMMEDIATA: Passa solo un minuto. Bottero vola in velocità, mette in mezzo, la palla sfila verso Dotta che si aggiusta con il corpo e di sinistro sgancia una saetta bassa e insidiosa, firmando il chirurgico 2-1.
- Il Finale: Saracinesca “Gabbo”: Gli ultimi minuti sono un arrembaggio. Gabriele Capriolo sale in cattedra con due miracoli sotto il sette e un intervento di piede che salvano il risultato.
- Onore ai gladiatori.
Gli highlights di SportRoero – Montatese
Il gruppo e l’allenamento: Dove si vince davvero
Sapete cosa separa una buona squadra da una squadra che vince i campionati? Non sono solo i piedi buoni, l’estro e il tiro potente, ma la capacità di soffrire insieme e voi questa capacità ce l’avete.
Un anziano mister una volta mi disse: Le coppe si vincono in allenamento e negli spogliatoi, in partita si va solo per ritirarle. Aveva ragione!
Il talento è un dono, la costanza è una scelta.
Spesso pensiamo ai campioni come a persone a cui tutto riesce facile. Ma prendete Roberto Baggio: tutti ricordano i suoi gol impossibili, pochi ricordano che ha giocato quasi tutta la carriera con una gamba sola, allenandosi il triplo degli altri per sopportare il dolore. Baggio diceva sempre: “L’umiltà è la virtù dei forti”.
Contro la Montatese abbiamo vinto perché, oltre ai piedi, ci abbiamo messo il cuore. Essere primi in classifica non ci rende “arrivati”, ci rende dei bersagli. Se vogliamo restare lassù, dobbiamo avere l’umiltà del Divin Codino: sapere che ogni Domenica ricomincia la salita e che il talento, senza il sacrificio del martedì e del giovedì, svanisce in un attimo. Non abbassiamo la guardia proprio ora che il gioco si fa bello.
Stiamo vivendo un sogno, siamo primi e questa consapevolezza ci riempie di orgoglio, ma attenzione: il pericolo di un bel sogno è che, se chiudi gli occhi troppo forte, rischi di addormentarti.
Il calcio è un sogno che si fa ad occhi aperti, perché se li chiudi, gli altri ti sorpassano. Un sogno non si realizza quando arrivi in cima alla classifica, ma quando dimostri di avere la forza mentale per rimanerci.
Contro la Montatese abbiamo sofferto, abbiamo lottato e abbiamo vinto di nervi. È stato un risveglio brusco dopo il pareggio, ma la reazione di tutta la squadra ci hanno ricordato che questo sogno ce lo stiamo guadagnando col sudore e col carattere. Non permettiamo a un calo di tensione di trasformare questa bellissima realtà in un rimpianto.
Il campionato è lungo e la gloria appartiene a chi ha la forza di confermarsi ogni settimana, quella forza si vede nei vostri occhi.
Restiamo svegli, restiamo lucidi, restiamo cattivi sotto porta e solidi in difesa.
Forza SportRoero! Mai mollare!













