Il ruggito della Prima Squadra e la carezza dei nostri piccoli: una domenica che resterà nel cuore.
Ci sono pomeriggi in cui il risultato sul tabellone, per quanto esaltante, passa quasi in secondo piano rispetto a quello che si respira nell’aria. Domenica scorsa, al campo dello SportRoero, non si è giocata solo una partita di calcio. Si è celebrato un legame indissolubile fatto di sport e valori che unisce generazioni diverse sotto gli stessi colori.
Domenica è stata l’essenza pura di ciò che significa essere lo SportRoero
La grinta dei “grandi”: Un 5-2 che sa di promessa
La Prima Squadra aveva una missione: vincere per continuare a sognare. E lo ha fatto con il cuore di chi non vuole mollare di un centimetro. Contro la Nuova Astigiana Calcio è finita 5-2, una pioggia di gol che porta la firma della nostra “famiglia” di bomber: Enrico Fia, Stefano Capello, Fabrizio Capello, Marco Cortese e Giambattista Mangieri.
Sappiamo che il percorso è stato tortuoso. Quel gruzzolo di punti di vantaggio che avevamo all’inizio del girone di ritorno sono svaniti, e ora il Duomo Chieri è avanti di due lunghezze. Ma la vera forza di una famiglia si vede nel momento del bisogno: non ci guardiamo indietro con rimpianto, ma guardiamo avanti con orgoglio. Domenica sarà l’ultima battaglia: vinceremo e aspetteremo notizie, pronti a prenderci il primato o a giocarci tutto qualora delle fasi successive ci aspettassero. Insieme.
Mano nella mano: il momento più dolce
Ma il gol più bello lo abbiamo segnato prima del fischio d’inizio. Chi era a bordo campo ha sentito un nodo alla gola quando le porte degli spogliatoi si sono aperte.
Non sono usciti solo degli atleti. Sono usciti degli uomini che tenevano per mano dei bambini. I nostri Esordienti, i nostri piccoli campioni, camminavano fianco a fianco con i loro giganti. In quel momento, vedere i “grandi” stringere la mano ai “piccoli”, ci ha restituito il senso di tutto quello che facciamo.
Questa è la famiglia dello SportRoero. Non c’è distacco, non c’è gerarchia: c’è un filo invisibile che lega il presente al futuro. La commozione che abbiamo visto negli occhi dei genitori e del pubblico è la prova che stiamo costruendo qualcosa che va oltre il calcio giocato. I grandi proteggono e guidano, i piccoli sognano e ispirano. Vedere quelle mani strette durante il saluto al pubblico è stata la lezione più grande: nello SportRoero nessuno cammina da solo.
Ragazzi, fatelo per loro!
Domenica prossima ci giochiamo tutto. Sarà una partita dura, servirà testa e polmoni. Ma quando sarete stanchi, quando vi sembrerà di non averne più, pensate a quelle manine che stringevate domenica scorsa. Pensate agli occhi di quei ragazzi che vi guardavano come supereroi.
Giocate per la maglia, giocate per voi, ma soprattutto giocate per questa splendida famiglia che non smetterà mai di fare il tifo per voi.
Forza SportRoero! Tutti uniti fino all’ultimo secondo!
Gustatevi questo video: ecco cosa significa essere una famiglia.













